Il BARTER AMMINISTRATIVO e la MONETA COMPLEMENTARE

Ma il BARTER amministrativo non è l’unica forma di scambio che le amministrazioni pubbliche possono utilizzare per venire incontro ai problemi troppo diffusi di mancanza di liquidità.

Molte amministrazioni regionali, infatti, si stanno dotando di sistemi di scambio soprattutto per incentivare la produttività aziendale nei propri territori, il che significa

  • mettere un freno alla disoccupazione
  • far ripartire l’economia
  • ridare respiro a tutta la filiera commerciale

e lo stanno facendo attraverso l’utilizzo della Moneta Complementare, una forma di credito che non utilizza l’Euro, permettendo così un notevole risparmio di moneta corrente.

In Italia, infatti, sono sempre più numerose le iniziative intraprese da varie amministrazioni territoriali di costituzione e di adesione a circuiti di moneta complementare, basta guardare ad esempio ai piani varati da:

  • Regione Sardegna con delibera del 16 gennaio 2013, n. 2/29;
  • Regione Molise con delibera di Giunta Regionale n. 209 del 30/05/2014;
  • Regione Lombardia con la legge regionale n. 11 del 19 febbraio 2014.

Anche il Comune di Roma non è stato esente dal fascino di dotarsi di una Sua moneta complementare e basta andare indietro nel tempo allo studio di pre-fattibilità per la realizzazione di un attestato fiduciario di reciprocità a diffusione locale commissionato dal XV Municipio di Roma nel 208.

Questa idea è ora al vaglio anche dei Comuni, che per incrementare sul proprio territorio gli scambi commerciali tra le aziende, sono sempre più convinti della validità della Moneta Complementare e dei concreti vantaggi che offre:

  • risparmio e aumento della liquidità
  • acquisizione di nuovi clienti
  • incremento del fatturato
  • pagamenti veloci
  • aumento della produttività aziendale
  • mettere un freno alla disoccupazione.

La Share Economy, le forme complementari di credito commerciale e lo scambio di beni, servizi e lavoro rispondono a un momento di difficoltà economica che colpisce privati cittadini e amministrazioni pubbliche, ma rappresentano un modello collaborativo che anche in periodi di crescita economica apre a nuove opportunità di mercato e di progresso commerciale.

Che se ne sia accorto il Governo e che la Pubblica Amministrazione ne sia entusiasta può solo far piacere e si spera che con questo intervento si diffondano a macchia d’olio politiche innovative di sostegno alle imprese e ai privati.